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SUMMARY:Il Fantasma Dell’Opera
DESCRIPTION:Giovedì 26 all’interno di “Foyer In A Buffer Zone” dalle 18:30 alle 20:30 si terrà l’evento “Il Fantasma Dell’Opera”\ncon gli artisti @giuseppe_calamia07 @tz0tz0_ e @nichi.baratto in residenza ad Alcamo dal 29 settembre al 31 ottobre all’interno di un programma di residenze per artisti finanziato dall’Unione Europea e dal Goethe Institute a cura di @landescape2015 \n@creative.eu\n@culturemoveseurope\n@goetheinstitut \nthe EU and the Goethe-Institut are not responsible for the views expressed in the publications and/or in conjunction with the activities for which the mobility support is used.
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LOCATION:Museo Arte Contemporanea Alcamo\, Piazza Ciullo\, Alcamo\, 91011
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SUMMARY:LES ANNÉES SUPER 8 di Annie Ernaux\, David Ernaux-Briot (Cinémardi)
DESCRIPTION:Francia / 2022 / 61’\nDocumentario\nVersione originale francese con sottotitoli in italiano. Ingresso libero. \nLe riprese in Super8 sono silenziose: passano sul muro\, o su un lenzuolo bianco\, e a commentarle c’è solo il crepitio del proiettore. Annie Ernaux\, premio Nobel per la Letteratura 2022\, dà voce a quei silenzi sovrapponendo le proprie parole a una raccolta di filmini familiari girati da lei e suo marito tra il 1972 e il 1981. Davanti e dietro la macchina da presa\, la scrittrice racconta una storia intima che\, come nei suoi libri\, si intreccia con la Storia collettiva. I viaggi in giro per il mondo (dal Cile di Allende all’esotico Marocco\, dall’Unione Sovietica alla misteriosa Albania)\, la quotidianità casalinga\, le fughe in campagna e le crisi della famiglia Ernaux riflettono le emozioni e le insicurezze di un’intera classe sociale nei decenni successivi al Sessantotto. E offrono una testimonianza e un punto di vista unici e insostituibili su un momento storico in cui il nostro presente affonda saldamente le sue radici.
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LOCATION:Cinema Vittorio De Seta\, Via Paolo Gili\, 4\, Palermo
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SUMMARY:AeReA\, Panzetti/Ticconi\, Teatro Bastardo e Prima Onda Fest
DESCRIPTION:*Spettacolo presentato da Teatro Bastardo e Prima Onda Fest \nBIGLIETTI \nIn costante prossimità\, come facenti parte di un’unica anatomia\, umani e bandiere compaiono da un fitto buio. Bandiere di un grigio argenteo si presentano ripulite da stemmi o simboli\, sino a raggiungere la loro essenza plastica: un punto zero privo della connotazione in cui tutto può emergere\, cominciare o sparire. AeReA è un’indagine scenica condotta a partire dai virtuosismi dello sbandieramento. Sarà il movimento a raccontarci le cieche dinamiche del potere\, la vanagloria delle guerre\, il rigore degli schieramenti militari\, evocando una stretta quanto antica fratellanza tra due oggetti tessili\, bandiera e sudario: l’una segna il confine tra il “noi” e il “loro”; l’altro tra il mondo dei vivi e quello dei morti. \nGinevra Panzetti ed Enrico Ticconi vivono e lavorano tra Berlino e Torino\, e il loro sodalizio come duo artistico nasce nel 2008. La loro ricerca si sviluppa nell’ambito della danza\, della performance e delle arti visive. Approfondendo tematiche legate alla storica unione tra comunicazione\, violenza e potere\, attingono ad immaginari antichi costruendo figure e immagini ibride tra storia e contemporaneità. La loro ultima ricerca artistica indaga il potere simbolico dell’oggetto-bandiera e ha preso forma attraverso la realizzazione di un dittico composto da due lavori coreografici (AeReA nel 2019 e ARA! ARA! nel 2021) e si è concluso con un lavoro filmico (Silver Veiled\, 2021). Con AeReA hanno vinto la prima edizione del Premio Hermès Danza Triennale Milano; nel 2021 hanno ricevuto una commissione dalla compagnia berlinese Dance On Ensemble per realizzare la loro ultima creazione per più performer MARMO\, una risposta coreografica al lavoro di Lucinda Childs.
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LOCATION:Ecomuseo Mare Memoria Viva\, Via Messina Marine 27\, Palermo\, Italia
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SUMMARY:Furyo\, Merry Christmas Mr Lawrence (ling. originale)
DESCRIPTION:Giava\, 1942: il maggiore britannico Jack Celliers giunge al campo di prigionia giapponese comandato dal giovane capitano Yonoi. Questi\, che crede fermamente nei principi della disciplina\, dell’onore e della gloria\, considera i detenuti nemici dei codardi che hanno preferito la resa al suicidio: poco a poco\, fra i due ufficiali si instaura una complessa relazione\, venata di attrazione sessuale… \nDavid Bowie\, Ryuichi Sakamoto
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SUMMARY:W (PROVA DI RESISTENZA)\, Beatrice Baruffini\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:*Spettacolo rivolto a un pubblico dai 10 anni + adulti \nBIGLIETTI 21 OTTOBRE – BIGLIETTI 22 OTTOBRE \nLa prova di resistenza è una prova caratteristica del mattone forato. Viene fatta applicando un carico di peso sempre maggiore su tutti e tre i lati del mattone\, fino a raggiungere il carico di rottura e stabilire così il grado di resistenza del mattone forato. “W”\, invece\,  è il grido di vittoria di chi supera quella prova senza morire. \nParma 1922: prova di resistenza. Nei quartieri popolari dell’Oltretorrente e del Naviglio gli abitanti resistettero\, innalzando le barricate\, all’aggressione dei fascisti guidati da Italo Balbo. Furono cinque giorni di scontri in cui quasi tutta la città si schierò unita contro un comune nemico. Donne\, uomini\, bambini\, ragazzi parteciparono\, ognuno come poteva\, a una lotta collettiva che portò Parma a essere l’unica città in grado di respingere il fascismo\, prima della marcia su Roma. \nUno spettacolo rivolto alla fascia d’età +10\, che racconta una storia di ribellione e di resistenza. Di mattoni forati e di donne e uomini tutti d’un pezzo. \nBeatrice Baruffini si forma come attrice al Teatro delle Briciole di Parma. Nel 2011 debutta alla regia con Frame-montaggio fissato a un corpo in collaborazione con INteatro Polverigi. Nel 2012 co-dirige\, scrive e interpreta Il Viaggio\, ovvero una storia di due vecchi\, tradotto anche in lingua francese. Con W (prova di resistenza) riceve la segnalazione Premio Scenario 2013\, firmando in seguito la regia di numerosi lavori per l’infanzia. È docente del corso di alta formazione per il teatro di figura Animateria\, promosso dalla Regione Emilia Romagna; si occupa presso l’Associazione Micro Macro di creazione e curatela di azioni sceniche e co-dirige Insolito Festival.
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LOCATION:Ex Chiesa di San Mattia ai Crociferi\, Via Torremuzza 21\, Palermo\, 90133\, Italia
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SUMMARY:pakkyōne per Teatro Bastardo
DESCRIPTION:pakkyōne è un pupazzo dagli indumenti sdruciti\, confezionato con spille da balia e stracci rinvenuti in una piccola masseria abbandonata. Non parla ma si esprime in una sorta di moto-linguaggio che articola grafemi sonori e scatti di testa. Le sue corde vocali\, cucite assieme da spago e foglie di menta intrise nella resina\, raschiano l’aria e si ingolfano spesso. Da un albero cavo ha ricavato una cetra\, anch’essa bucata\, e assemblato gingilli bislacchi battendo la pietra\, il rame e il piombo fuso. Costruito senza volto e privo di occhi\, talvolta prende a prestito mascheroni di varie fogge per osservare il mondo ed evitare d’inciampare. \nPakkyōne è un’opera storta di Valerio Mirone\, rumorista e cantante. In una performance-concerto per Teatro Bastardo\, chiuderà la “casa” dell’edizione 2023 – la Chiesa dei SS Euno e Giuliano – prima di partire per un lungo tour europeo.
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SUMMARY:W (PROVA DI RESISTENZA)\, Beatrice Baruffini\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:*Spettacolo rivolto a un pubblico dai 10 anni + adulti \nBIGLIETTI 21 OTTOBRE – BIGLIETTI 22 OTTOBRE \nLa prova di resistenza è una prova caratteristica del mattone forato. Viene fatta applicando un carico di peso sempre maggiore su tutti e tre i lati del mattone\, fino a raggiungere il carico di rottura e stabilire così il grado di resistenza del mattone forato. “W”\, invece\,  è il grido di vittoria di chi supera quella prova senza morire. \nParma 1922: prova di resistenza. Nei quartieri popolari dell’Oltretorrente e del Naviglio gli abitanti resistettero\, innalzando le barricate\, all’aggressione dei fascisti guidati da Italo Balbo. Furono cinque giorni di scontri in cui quasi tutta la città si schierò unita contro un comune nemico. Donne\, uomini\, bambini\, ragazzi parteciparono\, ognuno come poteva\, a una lotta collettiva che portò Parma a essere l’unica città in grado di respingere il fascismo\, prima della marcia su Roma. \nUno spettacolo rivolto alla fascia d’età +10\, che racconta una storia di ribellione e di resistenza. Di mattoni forati e di donne e uomini tutti d’un pezzo. \nBeatrice Baruffini si forma come attrice al Teatro delle Briciole di Parma. Nel 2011 debutta alla regia con Frame-montaggio fissato a un corpo in collaborazione con INteatro Polverigi. Nel 2012 co-dirige\, scrive e interpreta Il Viaggio\, ovvero una storia di due vecchi\, tradotto anche in lingua francese. Con W (prova di resistenza) riceve la segnalazione Premio Scenario 2013\, firmando in seguito la regia di numerosi lavori per l’infanzia. È docente del corso di alta formazione per il teatro di figura Animateria\, promosso dalla Regione Emilia Romagna; si occupa presso l’Associazione Micro Macro di creazione e curatela di azioni sceniche e co-dirige Insolito Festival.
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SUMMARY:I’LL WRITE YOU SOMETHING NEW PALERMO\, Maria Luisa Usai\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:DOPPIA REPLICA 19HRS E 21HRS (DURA 45 MINUTI) \n  \nUna performance partecipativa che utilizza la comunicazione via posta come strumento per interrogarsi sulla realtà del presente. Un meccanismo a catena di moltiplicazione di scritture e grafie. L’esperienza solitaria dello scrivere diventa un’esperienza condivisa\, e un atto intimo si trasforma in un’azione pubblica. \nLa performance prevede\, nella città dove viene ospitata\, l’attivazione di una open call\, il cui motto è: vuoi ricevere una lettera\, scritta a mano\, da una persona sconosciuta? Un determinato numero di abitanti riceverà via posta una lettera scritta a mano dalla performer. Le lettere inviate\, e soprattutto i frammenti delle risposte ricevute\, costituiranno parte dei materiali del lavoro performativo. Si dipana un racconto che utilizza il video\, le immagini e le memorie personali\, segue poi l’apertura e svelamento delle lettere ricevute da perfetti sconosciuti/e. Le risposte scritte da cittadini comuni appaiono così sul tavolo e sullo schermo\, in uno zoom sulle parole degli altri\, sulle diverse grafie. Un viaggio semantico e visuale tra le parole\, nel detto e nel non detto\, in frammenti di dialoghi via posta. \nMaria Luisa Usai è attrice/performer\, autrice e regista di spettacoli e progetti multidisciplinari\, attiva dal 2015. Si forma con Antonio Latella\, Teodorus Terzopoulos\, Rimini Protokoll\, Motus\, Marcido Marcidorjs\, Roberto Latini\, Celso Gimenez; lavora con Davide Iodice\, Meridiano Zero\, Alessia Siniscalchi/Kulturscio’k (it/fr)\, Riccardo Vannuccini\, Emanuela Ponzano. Ha creato spettacoli quali Felicitazioni\, Madame Misère\, Falso Diario Confidenziale (presentato in Italia e Spagna). Nel 2021 è finalista della Biennale di Venezia College Performer e tra le vincitrici del premio Avisa (Antropologia Visuale in Sardegna) dell’Isre. \nFoto: Courtesy Maria Luisa Usai
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SUMMARY:Conversazione aperta: Microstoria!
DESCRIPTION:La Storia\, con la S maiuscola\, ha ancora un ruolo in scena? Oppure nell’epoca del post-postmoderno\, del post-storico e della post-verità l’idea appare noiosa\, ridicola\, se non addirittura imbarazzante? La storia del singolo è un nuovo modo di capire e raccontare o è una declinazione del nuovo individualismo? Dovremmo riappropriarci delle grandi narrazioni a teatro\, prima che lo faccia qualcun altro? Ma soprattutto\, ci interessa la storia? E ci interessano le storie? Sì\, no\, perché? \nQuesta conversazione aperta e trasversale con pubblico e artisti parte dagli spettacoli che animano il terzo weekend di Teatro Bastardo – I’ll Write You Something New Palermo di Maria Luisa Usai e W (prove di resistenza) di Beatrice Baruffini – per cercare di riflettere insieme su queste domande\, con la gioiosa certezza di non venirne a capo.
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SUMMARY:IL TERRITORIO MAGICO\, Letture performative\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:*Spettacolo rivolto a un pubblico da 7-10 anni \nBIGLIETTI 17 OTTOBRE ORE 9 e 10\nacquistabili in situ \nBIGLIETTI 21 OTTOBRE \nQuando un territorio diventa magico? Quando è il tuo territorio che abiti e percorri ogni giorno ma non lo riconosci? Quando le cose banali diventano speciali? Quando il giorno diventa notte\, oppure quando la notte diventa giorno? Quando le persone diventano strane\, o buffe\, o parlano di cose bizzarre? Non bisogna per forza viaggiare per trovare il territorio magico. Forse è proprio qui: a Palermo\, sotto i nostri piedi. \nIl territorio magico è un programma di letture performative di albi illustrati prodotto da Teatro Bastardo e curato da Dudi Libreria per bambinə e ragazzə. Una collaborazione che coniuga lettura\, illustrazione e performance per stimolare l’interrogazione delle cose del mondo e l’immaginazione come risposta. In scena\, l’attrice e regista palermitana Marcella Vaccarino. \nMarcella Vaccarino inizia il suo percorso teatrale a Palermo nel 2003 presso l’associazione Liberiteatri. Nel 2005 fonda la compagnia Quartiatri\, figurando come attrice e autrice in lavori tra cui Testa o Croce\, Porcomondo\, Krisiskin – vincitore del Napoli Fringe Festival nel 2012 – e  Buonanotte\, con la quale è in tournée dal 2010 al 2014. Studia e collabora con Eugenio Barba\, Franco Scaldati\, Danio Manfredini\, Claudio Collovà\, Alessandra Fazzino\, Emma Dante e Civilleri/Lo Sicco. Nel 2013 si avvicina al teatro per l’infanzia lavorando con Gisella Vitrano su numerose produzioni tra le quali Le avventure di Brutticina\, Allegra\, e Storie di fanciulle coraggiose; da allora è impegnata continuativamente in laboratori per bambini e ragazzi presso numerose scuole e associazioni. Insieme alla registra Claudia Calcagnile e alla compagnia Oltremuralab\, porta avanti dal 2015 un percorso di teatro in carcere. \nDudi Libreria per bambinə e ragazzə nasce a Palermo nel novembre del 2013 da un’idea di Maria Romana Tetamo. Nata con l’intento di creare in città un luogo che fosse riferimento di qualità\, pone al centro il libro come punto di partenza per la ricerca di una relazione intima e stimolante e per un’educazione estetica. Oggi Dudi collabora con numerosi eventi culturali e sociali cittadini\, curando programmi e sezioni all’interno di iniziative quali il Festival di editoria indipendente Una Marina di Libri\, Festival delle Letterature Migranti\, Festival Efebo D’Oro e la manifestazione culturale I Design. Dal 2021 collabora inoltre con la cooperativa Coopculture di Palermo animando gli spazi museali in particolari occasioni come il Natale e la Primavera organizzando letture\, laboratori e spettacoli teatrali. Nel 2021 la Libreria vince il Premio “Gianna e Roberto Denti” come migliore libreria per bambini in Italia\, promosso da AIE-Associazione Italiana Editori e Andersen.
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LOCATION:Chiesa dei SS Euno e Giuliano\, Piazza Magione\, Palermo\, 90133\, Italia
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DESCRIPTION:  \nDOPPIA REPLICA 19HRS E 21HRS (DURA 45 MINUTI) \n  \nUna performance partecipativa che utilizza la comunicazione via posta come strumento per interrogarsi sulla realtà del presente. Un meccanismo a catena di moltiplicazione di scritture e grafie. L’esperienza solitaria dello scrivere diventa un’esperienza condivisa\, e un atto intimo si trasforma in un’azione pubblica. \nLa performance prevede\, nella città dove viene ospitata\, l’attivazione di una open call\, il cui motto è: vuoi ricevere una lettera\, scritta a mano\, da una persona sconosciuta? Un determinato numero di abitanti riceverà via posta una lettera scritta a mano dalla performer. Le lettere inviate\, e soprattutto i frammenti delle risposte ricevute\, costituiranno parte dei materiali del lavoro performativo. Si dipana un racconto che utilizza il video\, le immagini e le memorie personali\, segue poi l’apertura e svelamento delle lettere ricevute da perfetti sconosciuti/e. Le risposte scritte da cittadini comuni appaiono così sul tavolo e sullo schermo\, in uno zoom sulle parole degli altri\, sulle diverse grafie. Un viaggio semantico e visuale tra le parole\, nel detto e nel non detto\, in frammenti di dialoghi via posta. \nMaria Luisa Usai è attrice/performer\, autrice e regista di spettacoli e progetti multidisciplinari\, attiva dal 2015. Si forma con Antonio Latella\, Teodorus Terzopoulos\, Rimini Protokoll\, Motus\, Marcido Marcidorjs\, Roberto Latini\, Celso Gimenez; lavora con Davide Iodice\, Meridiano Zero\, Alessia Siniscalchi/Kulturscio’k (it/fr)\, Riccardo Vannuccini\, Emanuela Ponzano. Ha creato spettacoli quali Felicitazioni\, Madame Misère\, Falso Diario Confidenziale (presentato in Italia e Spagna). Nel 2021 è finalista della Biennale di Venezia College Performer e tra le vincitrici del premio Avisa (Antropologia Visuale in Sardegna) dell’Isre. \nFoto: Courtesy Maria Luisa Usai
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SUMMARY:"Invisibili" di Aurélien Bory
DESCRIPTION:In prima assoluta al Teatro Biondo di Palermo invisibili di Aurélien Bory: uno spettacolo di teatro e danza ispirato alla città di Palermo. \nVenerdì 20 ottobre\, alle ore 21.00\, debutterà in prima mondiale al Teatro Biondo di Palermo lo spettacolo invisibili di Aurélien Bory\, una produzione del Biondo e della Compagnie 111 – Aurélien Bory\, in coproduzione con Théâtre de la Ville-Paris\, Théâtre de la Cité – Centre dramatique national Toulouse Occitanie\, La Coursive scène nationale de La Rochelle\, Agora Pôle national des Arts du cirque de Boulazac\, Le Parvis scène nationale Tarbes Pyrénées\, Les Théâtres de la Ville du Luxembourg\, La Maison de la Danse de Lyon\, Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa. \nRepliche a Palermo fino al 29 ottobre; dal 5 gennaio in tournée a Parigi\, La Rochelle\, Lione\, Boulazac Isle Manoire\, Ibos\, Torino. \nIl progetto\, le scene e la regia di invisibili sono di Aurélien Bory. In scena le danzatrici Blanca Lo Verde\, Maria Stella Pitarresi\, Arabella Scalisi\, Valeria Zampardi e i musicisti Gianni Gebbia e Chris Obehi. Le musiche sono di Gianni Gebbia e Joan Cambon\, le luci di Arno Veyrat. \nAurélien Bory\, coreografo e regista francese di fama internazionale\, da sempre affascinato dalle contaminazioni linguistiche e culturali\, realizza uno spettacolo che nasce dalla sua “infatuazione” per la città di Palermo. \nInvisibili è il risultato di diversi sopralluoghi del regista in città\, di incontri con cittadini e artisti\, di riflessioni sull’arte\, la storia\, le bellezze e le contraddizioni di Palermo. Si tratta di uno spettacolo multidisciplinare di teatro\, musica e danza\, che a partire dal Trionfo della Morte di Palazzo Abatellis e da altre suggestioni legate alla città di Palermo\, sviluppa un percorso poetico sulla funzione dell’arte\, ma anche uno scavo sull’attualità\, sulle relazioni\, l’identità e la complessità del contemporaneo. \n«A Palermo – spiega Bory – l’invisibile risiede nelle tracce sui muri\, nelle strade\, ma anche nei canti e nei gesti tradizionali degli artisti che incontro. La storia di Palermo è attraversata da importanti sconvolgimenti\, cambiamenti di paradigma provocati a più riprese da molteplici capovolgimenti\, le cui tracce hanno finito per confondersi. Nel cuore del Mediterraneo\, tra l’Africa e l’Europa\, Palermo è un crocevia di miti antichi e racconti moderni. Ho intravisto allora la possibilità di uno spettacolo che possa svelare questi spazi invisibili. Ho immaginato un fondale che riproduce il Trionfo della morte nelle sue dimensioni reali\, sei metri per sei. L’affresco rappresenta la peste bubbonica\, flagello della storia che ha duramente colpito la città di Palermo. Ma l’opera non tratta solo della morte\, raffigurata al centro come un impressionante scheletro dalla risata sardonica\, in groppa al suo cavallo emaciato\, mentre è intenta a scoccare le sue frecce a piacimento e quasi per caso. Si tratta piuttosto della sua rappresentazione. Il pittore ci ricorda che l’arte non esisterebbe senza la consapevolezza della morte e che ricorriamo alle rappresentazioni per parlare di ciò che rimarrà per sempre a noi sconosciuto. \nNaturalmente ho immaginato l’affresco nel contesto attuale\, che esprime i flagelli della nostra epoca: le morti dei migranti\, la guerra\, le catastrofi naturali. Sulla tela sono rappresentati artisti\, musicisti\, danzatrici… Sono esattamente gli artisti che ho incontrato per primi a Palermo. Innanzitutto Gianni Gebbia\, sassofonista di fama internazionale\, che ha lavorato con grandi artisti. Poi Chris Obehi\, cantante nigeriano che ha iniziato la sua nuova vita a Palermo arricchendo il suo repertorio con canzoni in lingua siciliana. E infine le danzatrici\, che ho voluto vedere come le figlie di Pina Bausch: Valeria Zampardi\, Blanca Lo Verde\, Maria Stella Pitarresi\, Arabella Scalisi. Con loro l’affresco al centro della scena si anima e\, attraverso la loro danza\, assume un’altra dimensione. Per gli artisti l’immagine costituisce uno spartito drammaturgico vertiginoso\, un insieme di scene invisibili che si offrono alla recitazione\, a condizione che le si guardi ancora una volta\, prima che l’affresco si sgretoli definitivamente e scompaia per sempre». \nInvisibili\nprogetto\, scenografia e regia Aurélien Bory\ncollaborazione artistica e costumi Manuela Agnesini\ncollaborazione tecnica e artistica Stéphane Chipeaux-Dardé\ncon Blanca Lo Verde\, Maria Stella Pitarresi\, Arabella Scalisi\, Valeria Zampardi\, Chris Obehi e Gianni Gebbia\nmusiche Gianni Gebbia\, Joan Cambon\nluci Arno Veyrat\nscene realizzate da Pierre Dequivre\, Stéphane Chipeaux-Dardé\, Thomas Dupeyron\ndirezione tecnica Thomas Dupeyron\ndirettori di scena Mickaël Godbille\, Thomas Dupeyron\ndirettore del suono Stéphane Ley\ndirettori delle luci Arno Veyrat\, François Dareys\nproduzione Teatro Biondo Palermo / Compagnie 111 – Aurélien Bory\nin coproduzione con Théâtre de la Ville-Paris / Théâtre de la Cité – Centre dramatique national Toulouse Occitanie / La Coursive scène nationale de La Rochelle / Agora Pôle national des Arts du cirque de Boulazac / Le Parvis scène nationale Tarbes Pyrénées / Les Théâtres de la Ville du Luxembourg / La Maison de la Danse – Lyon / Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa\nCon il sostegno di Institut français / Ville de Toulouse \nCalendario delle rappresentazioni al Teatro Biondo di Palermo:\nvenerdì 20 ottobre 2023\, ore 21.00 (prima assoluta)\nsabato 21 ottobre 2023\, ore 19.00\ndomenica 22 ottobre 2023\, ore 17.00\nmartedì 24 ottobre 2023\, ore 21.00\nmercoledì 25 ottobre 2023\, ore 17.00\ngiovedì 26 ottobre 2023\, ore 17.00\nvenerdì 27 ottobre 2023\, ore 21.00\nsabato 28 ottobre 2023\, ore 19.00\ndomenica 29 ottobre 2023\, ore 17.00
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LOCATION:Teatro Biondo\, Via Roma 258\, Palermo\, 90133\, Italia
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SUMMARY:Tre colori – film bianco\, Kieślowski (ling. originale)
DESCRIPTION:Costretto al divorzio dalla moglie Dominique (Delpy)\, parrucchiera francese\, perché non consuma più il matrimonio\, il polacco Karol (Zamachowski) deve rientrare da Parigi in Polonia dove\, dopo essersi arricchito\, architetta un perverso marchingegno per vendicarsi della donna. 2° film della trilogia sui colori della bandiera francese (bianco = uguaglianza)\, scritta\, come Dekalog\, con Krzysztof Piesiewicz (vi hanno collaborato anche la regista Agnieszka Holland\, Edward Zebrowski e il direttore della fotografia Edward Klosinski)\, a differenza degli altri due film di timbro drammatico\, è una commedia crudele che inclina al grottesco. A un livello di logica psicologica\, appare qua e là sforzata e artificiosa con qualche espediente facilmente romanzesco.
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SUMMARY:IL TERRITORIO MAGICO\, Letture performative\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:*Spettacolo rivolto a un pubblico da 7-10 anni \nBIGLIETTI 17 OTTOBRE ORE 9 e 10\nacquistabili in situ \nBIGLIETTI 21 OTTOBRE \nQuando un territorio diventa magico? Quando è il tuo territorio che abiti e percorri ogni giorno ma non lo riconosci? Quando le cose banali diventano speciali? Quando il giorno diventa notte\, oppure quando la notte diventa giorno? Quando le persone diventano strane\, o buffe\, o parlano di cose bizzarre? Non bisogna per forza viaggiare per trovare il territorio magico. Forse è proprio qui: a Palermo\, sotto i nostri piedi. \nIl territorio magico è un programma di letture performative di albi illustrati prodotto da Teatro Bastardo e curato da Dudi Libreria per bambinə e ragazzə. Una collaborazione che coniuga lettura\, illustrazione e performance per stimolare l’interrogazione delle cose del mondo e l’immaginazione come risposta. In scena\, l’attrice e regista palermitana Marcella Vaccarino. \nMarcella Vaccarino inizia il suo percorso teatrale a Palermo nel 2003 presso l’associazione Liberiteatri. Nel 2005 fonda la compagnia Quartiatri\, figurando come attrice e autrice in lavori tra cui Testa o Croce\, Porcomondo\, Krisiskin – vincitore del Napoli Fringe Festival nel 2012 – e  Buonanotte\, con la quale è in tournée dal 2010 al 2014. Studia e collabora con Eugenio Barba\, Franco Scaldati\, Danio Manfredini\, Claudio Collovà\, Alessandra Fazzino\, Emma Dante e Civilleri/Lo Sicco. Nel 2013 si avvicina al teatro per l’infanzia lavorando con Gisella Vitrano su numerose produzioni tra le quali Le avventure di Brutticina\, Allegra\, e Storie di fanciulle coraggiose; da allora è impegnata continuativamente in laboratori per bambini e ragazzi presso numerose scuole e associazioni. Insieme alla registra Claudia Calcagnile e alla compagnia Oltremuralab\, porta avanti dal 2015 un percorso di teatro in carcere. \nDudi Libreria per bambinə e ragazzə nasce a Palermo nel novembre del 2013 da un’idea di Maria Romana Tetamo. Nata con l’intento di creare in città un luogo che fosse riferimento di qualità\, pone al centro il libro come punto di partenza per la ricerca di una relazione intima e stimolante e per un’educazione estetica. Oggi Dudi collabora con numerosi eventi culturali e sociali cittadini\, curando programmi e sezioni all’interno di iniziative quali il Festival di editoria indipendente Una Marina di Libri\, Festival delle Letterature Migranti\, Festival Efebo D’Oro e la manifestazione culturale I Design. Dal 2021 collabora inoltre con la cooperativa Coopculture di Palermo animando gli spazi museali in particolari occasioni come il Natale e la Primavera organizzando letture\, laboratori e spettacoli teatrali. Nel 2021 la Libreria vince il Premio “Gianna e Roberto Denti” come migliore libreria per bambini in Italia\, promosso da AIE-Associazione Italiana Editori e Andersen.
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LOCATION:Museo delle Marionette Antonio Pasqualino\, Piazzetta Antonio Pasqualino 5\, Palermo\, Italia
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SUMMARY:L'insostenibile leggerezza dell'essere (ling. originale)
DESCRIPTION:Negli anni ’60 in Cecoslovacchia un giovane neurochirurgo edonista e seduttore si trova coinvolto negli avvenimenti politici del suo paese (la “primavera di Praga” e la sua repressione da parte sovietica)\, emigra a Ginevra e ritorna in patria.
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SUMMARY:Installazione: Danza di guerra de La Santa
DESCRIPTION:Nella dimensione intima e austera della Cripta della Chiesa dei SS Euno e Giuliano\, la domenica dopo le repliche della performance Danza di guerra de La Santa\, un’occasione per assaporare l’opera video tratta dallo spettacolo\, fatta di montaggi da archivi privati\, sequenze da vecchi documentari\, reportage dai TG regionali\, e mille altre immagini allucinate e allucinanti\, eppure così profondamente familiari. \nLa Santa è un progetto performativo del compositore e artista multimediale Carlo Ascrizzi\, che dopo una serie di apparizioni in Europa presenta in prima nazionale Danza di Guerra\, una nuova performance arricchita dalla collaborazione dell’artista visivo Martin Kellett e la stilista Amelia Batchelar. Attivo tra Italia ed Inghilterra\, Ascrizzi lavora da anni anche nel campo del cinema e del music video\, spesso su trasposizioni video di lavori teatrali e coreografici\, ultimo tra questi in collaborazione con Scottish Ballet; lavora come musicista sotto lo pseudonimo Nokuit. \nFoto: Courtesy La Santa
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SUMMARY:CASA NOSTRA\, Hombre Collettivo\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:* Spettacolo rivolto a un pubblico dai 12 anni in su \n23 settembre 2021: la sentenza della Corte d’Assise di Palermo sul processo Stato-Mafia riporta alla superficie della nostra memoria affastellata di immagini un pezzo di passato. Un pezzo di passato che\, per quanto recente\, è già diventato storia. Un pezzo di storia che\, per quanto decisivo\, rischia già di cadere nell’oblio\, con tutti i suoi paradossi e le sue contraddizioni. Un pezzo fondamentale per capire il puzzle del nostro presente. Un pezzo che si è tentato in tutti i modi di nascondere\, alterare\, ignorare: un pezzo mancante. \nCasa nostra indaga la storia recente d’Italia\, prendendo come riferimento gli anni della Trattativa Stato-Mafia – anche alla luce della recente cronaca giudiziaria – e cercando di ripercorrere i fatidici anni compresi tra il 1990 e il 1994\, determinanti per comprendere il presente del nostro Paese. Lo spettacolo si rivolge in particolare al pubblico degli adolescenti\, tentando di raggiungerli con un linguaggio fatto di immagini e simboli che intercetta la simultaneità e la multimedialità alle quali le nuove generazioni sono abituate. Lo spettacolo è senza parole: ragiona tramite la giustapposizione significante delle parole altrui. La dinamica scenica si impernia su tre personaggi/animatori che\, rinchiusi in una metaforica “stanza dei giochi”\, ripercorrono dinamiche e eventi animando giocattoli\, interagendo con essi attraverso i codici del teatro d’oggetti e del teatro immagine. \nHombre Collettivo è una giovane compagnia attiva nella ricerca e nella sperimentazione sui linguaggi del teatro di figura. Il primo spettacolo Le città indicibili (2019) esplora le potenzialità e i limiti del teatro d’oggetti\, d’ombre e di narrazione. Il gruppo prosegue la propria ricerca concentrandosi sull’intersezione tra teatro d’oggetti e teatro civile e documentario\, nel tentativo di affrontare in modo alternativo tematiche storiche e politiche fondamentali e attuali. Da questa intenzione nasce Casa Nostra\, vincitore del Premio Scenario Infanzia 2020 e del Premio della Critica Direction Under30 2021. Nel 2022 la compagnia intraprende il lavoro su Alle Armi\, spettacolo per il pubblico adulto prodotto dal Teatro Metastasio di Prato. \nFoto: Courtesy Hombre Collettivo
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SUMMARY:Festa bastarda
DESCRIPTION:Dopo la seconda replica de Danza di guerra de La Santa invitiamo tutto il pubblico e non solo di Teatro Bastardo ad attraversare Piazza Magione per andare a ballare e festeggiare insieme l’edizione 2023 in veste notturna tra la terrazza e il dancefloor dell’eccellente birrificio Ballarak. Drink bastardi a cura dei nostri\, chiacchiere bastarde a cura di tuttə\, e tre importanti DJ set bastardi: la nostra splendida amica Eva Ernst aprirà le danze per cedere il passo a due ospiti del festival\, The Crooked Circle direttamente da Londra e Gin Gomma\, uno dei molteplici alias di La Santa. \nEva Ernst\, nome di punta del clubbing palermitano\, ha co-fondato la famosa festa Party Nudo e collabora da anni\, tra gli altri\, con serate quali Creature Palermo e Meeraqui – oltre che con Sicilia Queer Filmfest e Teatro Bastardo. Le sue sono sonorità dure intervallate da ritmi avvolgenti\, in un mix che va dall’indie dance alla techno\, passando per l’house e l’elettronica sperimentale. \nThe Crooked Circle è un network segreto che manipola parti della teoria dell’arte e delle culture musicali locali per rendere le loro idee appetibili a un pubblico di giovani senza speranze nella società odierna. \nGin Gomma si è formato a suon di set esplosivi in club sotterranei e rave clandestini tra Londra\, Italia e Turchia. Questo side-project di La Santa aka Nokuit nasce dalle viscere dell’imprevedibile clan dell’etichetta londinese wannamarchi.club.
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SUMMARY:DANZA DI GUERRA\, La Santa\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:Nelle sue performance musicali e teatrali\, La Santa porta in scena i legami tra criminalità organizzata e religione nel Sud Italia. Il nome “La Santa” si riferisce sia alla Vergine Maria che al livello più nascosto e segreto della ‘Ndrangheta\, una società segreta al suo interno che unisce i boss più potenti alla massoneria e a organizzazioni terroristiche. \nDanza di Guerra è una performance drammatica e multi-sensoriale raccontata attraverso il simbolismo e l’immaginario evocativo del folklore tradizionale\, della religione e dell’occulto in Calabria. Sulla proiezione di un montaggio di feste religiose e rituali La Santa crea una complessa narrazione sonora composta da canti cerimoniali\, intercettazioni telefoniche e voci da riti di iniziazione. Gli spettatori sono condotti in un viaggio scomodo e magnetico in un qualcosa che raramente è mostrato sulla scena teatrale e musicale\, che evoca al contempo la bellezza e la catastrofe di un territorio tormentato dalle contraddizioni. \nLa Santa è un progetto performativo del compositore e artista multimediale Carlo Ascrizzi\, che dopo una serie di apparizioni in Europa presenta in prima nazionale Danza di Guerra\, una nuova performance arricchita dalla collaborazione dell’artista visivo Martin Kellett e la stilista Amelia Batchelar. Attivo tra Italia ed Inghilterra\, Ascrizzi lavora da anni anche nel campo del cinema e del music video\, spesso su trasposizioni video di lavori teatrali e coreografici\, ultimo tra questi in collaborazione con Scottish Ballet; lavora come musicista sotto lo pseudonimo Nokuit. \nFoto: Courtesy La Santa
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SUMMARY:CASA NOSTRA\, Hombre Collettivo\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:* Spettacolo rivolto a un pubblico dai 12 anni in su \n23 settembre 2021: la sentenza della Corte d’Assise di Palermo sul processo Stato-Mafia riporta alla superficie della nostra memoria affastellata di immagini un pezzo di passato. Un pezzo di passato che\, per quanto recente\, è già diventato storia. Un pezzo di storia che\, per quanto decisivo\, rischia già di cadere nell’oblio\, con tutti i suoi paradossi e le sue contraddizioni. Un pezzo fondamentale per capire il puzzle del nostro presente. Un pezzo che si è tentato in tutti i modi di nascondere\, alterare\, ignorare: un pezzo mancante. \nCasa nostra indaga la storia recente d’Italia\, prendendo come riferimento gli anni della Trattativa Stato-Mafia – anche alla luce della recente cronaca giudiziaria – e cercando di ripercorrere i fatidici anni compresi tra il 1990 e il 1994\, determinanti per comprendere il presente del nostro Paese. Lo spettacolo si rivolge in particolare al pubblico degli adolescenti\, tentando di raggiungerli con un linguaggio fatto di immagini e simboli che intercetta la simultaneità e la multimedialità alle quali le nuove generazioni sono abituate. Lo spettacolo è senza parole: ragiona tramite la giustapposizione significante delle parole altrui. La dinamica scenica si impernia su tre personaggi/animatori che\, rinchiusi in una metaforica “stanza dei giochi”\, ripercorrono dinamiche e eventi animando giocattoli\, interagendo con essi attraverso i codici del teatro d’oggetti e del teatro immagine. \nHombre Collettivo è una giovane compagnia attiva nella ricerca e nella sperimentazione sui linguaggi del teatro di figura. Il primo spettacolo Le città indicibili (2019) esplora le potenzialità e i limiti del teatro d’oggetti\, d’ombre e di narrazione. Il gruppo prosegue la propria ricerca concentrandosi sull’intersezione tra teatro d’oggetti e teatro civile e documentario\, nel tentativo di affrontare in modo alternativo tematiche storiche e politiche fondamentali e attuali. Da questa intenzione nasce Casa Nostra\, vincitore del Premio Scenario Infanzia 2020 e del Premio della Critica Direction Under30 2021. Nel 2022 la compagnia intraprende il lavoro su Alle Armi\, spettacolo per il pubblico adulto prodotto dal Teatro Metastasio di Prato. \nFoto: Courtesy Hombre Collettivo
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SUMMARY:BRECHEN Alessandro Librio | Evangelos Papadopoulos
DESCRIPTION:BRECHEN\nAlessandro Librio | Evangelos Papadopoulos\n14.10 – 2.12.2023\nopening 14.10\, h 18\nHaus der Kunst\nCantieri Culturali alla Zisa\nPalermo \nContinua con gli artisti Alessandro Librio e Evangelos Papadopoulos la ricerca attraverso i linguaggi\, gli stili e le nazioni dell’arte contemporanea europea e internazionale del Verein Düsseldorf Palermo e.V.\, che sabato 14 ottobre alle ore 18.00 all’Haus der Kunst dei Cantieri Culturali della Zisa\, presenta la mostra Brechen.\nIl progetto mette in dialogo i due artisti che provengono da diversi ambiti delle arti visive\, invitandoli a una riflessione sul concetto di “rottura” (in tedesco “brechen”).\nL’azione del rompere per utilizzare ciò che è stato distrutto come punto di partenza per un nuovo e ulteriore inizio è una pratica non inusuale nel processo artistico\, e spesso risulta un momento necessario. Rompere un oggetto\, un legame\, una regola\, tendendo il discorso artistico al suo estremo\, fino a discostarsi dalla norma\, in modo creativo\, resiliente e talvolta disobbediente. \nCome nel caso di Alessandro Librio (Erice\, 1982) sound artist\, compositore e artista visivo\, tra i più poliedrici e versatili della sua generazione\, che nella sua carriera ha collaborato con i massimi artisti della scena internazionale – tra cui Patti Smith\, Michael Moore\, David Murray\, Wim Wenders e Alvin Curran – e partecipato a manifestazioni quali 54° Biennale di Venezia Arte\, Padiglione Italia\, Manifesta 12\, oltre ad aver girato il mondo con le sue installazioni sonore e ambientali presentate in importanti istituzioni da Torino a Londra\, da New York a Tokyo.\nPer gli spazi dell’Haus der Kunst l’artista crea un’installazione multimediale che prosegue la ricerca sonora e visiva sulla città di Palermo già iniziata con “Il suono dei fiumi” (2017)\, attraverso cui l’artista ha fatto emergere con il suono il paesaggio fluviale non più esistente e ormai dimenticato\, e proseguita con So’No (2022)\, ultima opera installativa realizzata per il Monte dei Pegni di Palazzo Branciforte.\nQuesta volta Librio si confronta con la parte più buia e oscura della città\, che descrive con il suo approccio multidisciplinare e sinestetico\, filmando un furto con scasso nel centro storico\, di cui poi scompone i suoni registrandone le vibrazioni e trascrivendone la partitura musicale\, e le immagini. L’opera si completa con una live performance sonora\, destinata a rimanere permanente per tutta la durata della mostra. \nDialoga con l’opera multimediale di Librio\, la grande “’installazione spaziale” site specific di Evangelos Papadopoulos (Atene\, 1974)\, ingegnere minerario e metallurgico che dopo la laurea ad Atene si è formato all’Università di Belle Arti di Münster\, in Germania\, iniziando sin dal 2011 una carriera internazionale con importanti riconoscimenti – Grant del Ministero della Cultura e della Scienza dello Stato della Renania Settentrionale-Vestfalia\, finanziamento del progetto NRW\, in collaborazione con Daily Lazy Projectsm\, Atene\, residenza a Chongqing\, Cina – e mostre personali e collettive in riconosciute istituzioni e gallerie in Europa e nel mondo: Gartenpavillon Malkasten\, Düsseldorf \, MOMus -Experimental Center for the Arts\, Thessaloniki\, Organhaus\, Chongqing\, China – solo per citarne alcune. \nLe opere ambientali di Papadopoulos si compongono di iconiche sculture in cui l’artista riesce a riunire in modo inaspettato le due tendenze fondamentali della scultura non oggettiva del Modernismo: il concetto geometrico-costruttivo del Cubismo e del Costruttivismo russo fino alla Minimal Art\, e il concetto biomorfico\, di cui sono esempi nomi come Hans Arp\, Henry Moore o Tony Cragg. Con forme altamente espressive che si ergono nello spazio come vortici ghiacciati\, le sue installazioni si infrangono sui soffitti e sulle pareti\, o “fluiscono” come fossero acquee\, e grazie anche all’utilizzo di materiali di uso comune\, – lastre di cartongesso montate su strutture portanti in legno e fissate con cavi d’acciaio o corde di canapa – l’artista crea costruzioni che “reagiscono” all’ambiente\, all’altezza del soffitto\, alle proporzioni e alla luce degli spazi dell’Haus der Kunst. Condensando così in un’unica grande installazione i diversi approcci estetici e concettuali dei due artisti. \nCon il sostegno di Landeshauptstadt Düsseldorf\, Kulturamt Düsseldorf e Johanna Ey Stiftung i.G.
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LOCATION:Haus der Kunst\, Cantieri culturali alla Zisa\, via Paolo Gili 4\, Palermo\, 90100
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SUMMARY:Conversazione aperta: Casa e chiesa?
DESCRIPTION:Che tipo di categoria è il “Sud” e in che modo si è storicamente rappresentato e auto-rappresentato? Che tipo di suggestioni porta con sé l’idea di un teatro del Sud Italia\, cosa ha in comune con altri “Sud” e in che modo si offre al pubblico? In che modo stereotipi ed esotismi ci ostacolano o ci aiutano? Quali sono le responsabilità politiche implicite nel lavorare con le immagini\, la lingua e le esperienze del Sud Italia\, e come possiamo immaginarci delle nuove forme? \nQuesta conversazione aperta e trasversale con pubblico e artisti parte dagli spettacoli che animano il secondo weekend di Teatro Bastardo – Danza di guerra di La Santa e Casa Nostra di Hombre Collettivo – per cercare di riflettere insieme su queste domande\, con la gioiosa certezza di non venirne a capo.
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LOCATION:Chiesa dei SS Euno e Giuliano\, Piazza Magione\, Palermo\, 90133\, Italia
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SUMMARY:Aruán Ortiz\, Pianoforte\, Cub(an)ism
DESCRIPTION:Il programma per pianoforte solo di Aruán Ortiz Cub(an)ism\, esemplifica l’abilità del pianista nel bilanciare e sintetizzare gli elementi della sua identità musicale\, presentando una gamma di idiomi musicali\, stili e varie esperienze dalle fasi della vita di Ortiz\, a Cuba\, Spagna\, Francia e Stati Uniti\, che hanno formato il suo eclettico concetto di musica.\nI pezzi di Ortiz nascono da idee e stati d’animo specifici\, sviluppati impercettibilmente lungo costruzioni sistematiche intrise di imprevisto. Nonostante una certa aderenza al sistema\, la musica sul cub(an)ismo rimane sempre sensuale. La musica di Ortiz respira questa magia\, il fascino delle strutture danzanti” -Florian Keller-\nInfo\n+393291051417\nBiglietti\n10 intero\n8 ridotto studenti e under 30\nBIO\nARUÁN ORTIZ (1973). Pianista\, violista e compositore\, nato a Santiago de Cuba\, è una figura attiva nella scena del jazz progressivo e d’avanguardia negli Stati Uniti da più di due decenni. La sua musica è stata lodata come “un nuovo suono solido e unico nel mondo del jazz di oggi” da Matthew Fiander in PopMatters; “uno dei compositori più creativi e originali del mondo” di Lynn René Bailey in The Art Music Lounge; e “uno sperimentalista e un provocatore tonale\, influenzato dal modernismo europeo e dal jazz contemporaneo tanto quanto dalla tradizione afro-cubana” di Giovanni Russonello sul New York Times.\nIspirato da una serie di influenze provenienti dalle tradizioni afro-cubane e afro-haitiane\, dall’avanguardia\, dal jazz progressivo e dal linguaggio classico contemporaneo\, l’approccio musicale personale di Aruán\, espandendo i confini stilistici\, evidenziando l’esperienza afro-caraibica come il centro della sua narrativa musicale .
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LOCATION:Cantieri Culturali alla Zisa-Sala Michele Perriera
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SUMMARY:DANZA DI GUERRA\, La Santa\, Teatro Bastardo 23
DESCRIPTION:Nelle sue performance musicali e teatrali\, La Santa porta in scena i legami tra criminalità organizzata e religione nel Sud Italia. Il nome “La Santa” si riferisce sia alla Vergine Maria che al livello più nascosto e segreto della ‘Ndrangheta\, una società segreta al suo interno che unisce i boss più potenti alla massoneria e a organizzazioni terroristiche. \nDanza di Guerra è una performance drammatica e multi-sensoriale raccontata attraverso il simbolismo e l’immaginario evocativo del folklore tradizionale\, della religione e dell’occulto in Calabria. Sulla proiezione di un montaggio di feste religiose e rituali La Santa crea una complessa narrazione sonora composta da canti cerimoniali\, intercettazioni telefoniche e voci da riti di iniziazione. Gli spettatori sono condotti in un viaggio scomodo e magnetico in un qualcosa che raramente è mostrato sulla scena teatrale e musicale\, che evoca al contempo la bellezza e la catastrofe di un territorio tormentato dalle contraddizioni. \nLa Santa è un progetto performativo del compositore e artista multimediale Carlo Ascrizzi\, che dopo una serie di apparizioni in Europa presenta in prima nazionale Danza di Guerra\, una nuova performance arricchita dalla collaborazione dell’artista visivo Martin Kellett e la stilista Amelia Batchelar. Attivo tra Italia ed Inghilterra\, Ascrizzi lavora da anni anche nel campo del cinema e del music video\, spesso su trasposizioni video di lavori teatrali e coreografici\, ultimo tra questi in collaborazione con Scottish Ballet; lavora come musicista sotto lo pseudonimo Nokuit. \nFoto: Courtesy La Santa
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LOCATION:Chiesa dei SS Euno e Giuliano\, Piazza Magione\, Palermo\, 90133\, Italia
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SUMMARY:FM Disorder – Fancy Music Selection
DESCRIPTION:_____★𝗙𝗠 𝗗𝗜𝗦𝗢𝗥𝗗𝗘𝗥 𝗗𝗷𝘀𝗲𝘁★_____\n.\n☞ 𝙵𝚁𝙴𝙳𝚁𝙸𝙺 𝙱𝙰𝙻𝙲𝙺 ✚ 𝙼𝙰𝚁𝙲𝙾 𝙲𝙰𝚂𝚂𝙰𝚁𝙰’☜\n…………𝚏𝚊𝚗𝚌𝚢 𝚖𝚞𝚜𝚒𝚌 𝚜𝚎𝚕𝚎𝚌𝚝𝚒𝚘𝚗…………..\n…………………………𝟾𝙿𝙼………………………….
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LOCATION:Punk funk\, 𝚟𝚒𝚊 𝙽𝚊𝚙𝚘𝚕𝚒 𝟷𝟶\, Palermo\, Italia
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SUMMARY:Terramatta di Costanza Quatriglio\, 2012
DESCRIPTION:Una sinfonia di paesaggi di oggi e di ieri\, filmati d’archivio e musiche elettroniche\, terre vicine e lontane. Una lingua inventata\, né italiano né dialetto\, musicale ed espressiva come quella di un cantastorie. Nato nel 1899\, l’analfabeta siciliano Vincenzo Rabito racconta il Novecento attraverso migliaia di fitte pagine dattiloscritte raccolte in quaderni legati con la corda. Dall’estrema povertà al boom economico\, è un secolo di guerre e disgrazie\, ma anche di riscatto e lavoro. Il punto di vista inedito è quello di un ultimo che\, scrivendo la propria autobiografia\, rilegge la storia d’Italia in una narrazione appassionata e travolgente che emoziona e commuove\, obbligando a fare i conti con verità contraddittorie e scomode. La lettura dei testi\, affidata all’attore Roberto Nobile\, è accompagnata dalle musiche di Paolo Buonvino\, dai filmati dell’archivio Luce alternati a immagini della moderna Sicilia della zona dei Monti Iblei e dalle interviste ai familiari di Rabito e ai suoi compaesani. Presentato alle Giornate degli Autori della Mostra di Venezia 2012; Nastro d’Argento miglior documentario 2013. \nProduzione Chiara Ottaviano\, Cliomedia Officina\, Istituto Luce Cinecittà.
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LOCATION:Museo Riso\, Via Vittorio Emanuele 365\, Palermo\, 90134
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SUMMARY:Il pensiero come rapide scariche elettrice
DESCRIPTION:Niccolò De Napoli\nAdriano La Licata\nA cura di Agata Polizzi \nSezione arti visive del festival delle letterature migranti 2023\nVernissage 12/10/2023 ore 19.00
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LOCATION:Institut français Palermo\, Via Paolo Gili 4\, Canteri culturali alla Zisa\, Palermo\, 90138
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SUMMARY:Tre colori – film blu\, Kieślowski (ling. originale)
DESCRIPTION:Dopo aver perduto in un incidente d’auto la figlia e il marito\, compositore di successo\, Julie (Binoche) tenta di ricominciare da zero sbarazzandosi di tutto quel che la lega al passato\, senza elaborare nemmeno un po’ il lutto. Aiutata dal caso\, è risucchiata dentro la vita e decide di amare il prossimo. Completa una partitura incompiuta del marito (un “Concerto per l’Europa”). Sceglie per il “Memento” del coro il tredicesimo capitolo della prima lettera di Paolo ai Corinti. 1° film della trilogia sui colori della bandiera francese (blu = libertà): coincide interamente con la protagonista (Kieslowski: “Voglio filmare la tua intimità”) che\, tolta una breve scena\, è sempre presente sullo schermo. Gli altri personaggi sono funzioni narrative più che figure con vita propria.
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LOCATION:Rouge et Noir\, Piazza Giuseppe Verdi\, 8\, Palermo\, 90134
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SUMMARY:ALTROVE / Artist* in esilio: Samer Salameh & Ludmila Pogodina
DESCRIPTION:Masterclass del regista palestinese Samer Salameh su suoi due film\, che verranno proiettati per l’occasione: “194. Us\, children of the camp” (2017\, 84′) e “Penelope” (2008\, 4′). Samer Salameh è nato in Siria nel campo palestinese di Yarmouk\, a Damas. Sfollato dalla Siria\, vive in Francia dal 2014. Il suo lungometraggio “194. Us\, children of the camp” (2017\, 84′) è dedicato alla scomparsa del suo villaggio natale a causa della guerra.\nA seguire\, performance della DJ\, scrittrice e attivista bielorussa Ludmila Podogina\, fondatrice nel 2015 del collettivo #keepminskweird\, nato per creare uno spazio sicuro per la comunità locale. Dopo la soppressione della rivoluzione bielorussa\, il collettivo si è diviso tra Germania\, Lituania e Polonia. Ludmila Podogina vive a Berlino dal 2022 e sta lavorando al suo primo romanzo di ispirazione autobiografica\, sui temi “dittatura\, patriarcato e rock&roll”.
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SUMMARY:Sulle tracce di Goethe in Sicilia di Peter Stein\, 2020.
DESCRIPTION:Selezionato in concorso al 38° “Torino film Festival”\, diretto e interpretato dal regista tedesco Peter Stein\, “Sulle tracce di Goethe in Sicilia” è un documentario di creazione che ripercorre dopo 230 anni le tracce del celebre “Viaggio in Sicilia” di Wolfgang Goethe\, alla ricerca delle origini classiche della cultura europea\, con le stesse modalità e tappe dell’itinerario iniziato il 2 aprile 1787\, e con lo sguardo ironico e la capacità critica di un grande intellettuale contemporaneo. Un confronto tra la Sicilia di fine Settecento e quella di oggi tra differenze inaspettate e sorprendenti somiglianze. Il regista viaggia con la sua troupe da Agrigento a Taormina\, dalle campagne dell’entroterra siciliano a Palermo\, incontrando studiosi e personalità della cultura. \nProduzione Zivago Film in collaborazione con Rai Cinema.
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